Capita che un popolo perda coscienza di sè. Capita che gli individui si addormentino, cullati dal disappunto verso tutto quel che accade, inebriati dalle cosce lunghe di una tv sempre più "light", acculturati a ritmo di reality e approfondimenti di cronaca nera e gossip.
Capita che si arrivi, così, a toccare il fondo, fra lo sgomento e la frustrazione dei pochi e l'indifferenza dei tanti.
Capita poi quel che non si aspetta nemmeno il più ottimista degli ottimisti: capita che qualcosa si muova, che dei giovani preparati, informati, cresciuti nel libero mondo di internet, decidano di prendere in mano il loro futuro prima che gli venga loro scippato, decidano, contro le minacce di manganellate dei governanti, dal sapore fascista, di esercitare il loro sacrosanto diritto alla protesta, decidano di resistere, resistere, resistere.
"Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini."
"La libertà è come l'aria; ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai.
E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire voi a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai... ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare!"
Queste sono parole di Piero Calamandrei, padre fondatore della nostra cara Repubblica, lo stesso che nel 1950 tenne questo discorso dall'impressionante attualità:
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."
Piero Calamandrei
La scuola pubblica è il pilastro di qualsiasi società moderna, civile, aperta e democratica, l'unica risorsa per una vera integrazione.
Una Nazione che la massacra, massacra il proprio futuro.
Questo è il Testo del Decreto Gelmini n.137 con il quale sostanzialmente si introduce la figura del maestro unico, facendo tornare la scuola primaria, ai primi posti nel mondo, indietro di diversi decenni.
Ma gli universitari scalpitano per l'altro decreto, il n.133, che, per racimolare risorse per aiutare Alitalia e le banche, fissa per le Università la "facoltà di trasformazione in Fondazioni", con l'obbligo di sottostare a criteri di economicità. Gli studenti insorti temono che l'Università pubblica perda la loro autonomia e si renda succube dei privati che la sovvenzionerebbero. Le università che non riuscirebbero ad ottenere finanziamenti dovrebbero ridurre l'offerta formativa e di fatto si creerebbe disparità fra università di serie A e università di serie B.
In conseguenza le tasse potrebbero aumentare a dismisura, fino a raggiungere cifre nell'ordine delle decine di migliaia di euro annue, come è successo negli Usa.
Un articolo riassuntivo dei provvedimenti che riguardano l'istruzione.
Ascolta il discorso di Calamandrei
Commenti
hmmmmmm
qua la cosa e' cimplice: soldi non ce ne stanno. Mo, come vogliamo fare per non toglierli a quelli che tra alitalia pontesullostretto e banche e banchitielli varii se li sono proprio meritati? 2 li togli alla scuola 2 alla salute 2 alle strade 2 ai trasporti ... e cosi' .... acin a acin fai l'ammacin.... ehehehehehhe
La vita e' nu pesatur'
oje 'n gul atte' e crai'j pur'
Maro' ..... forse sarebbe meglio che uno si incazza e li piglia veramente a stambate rind a' la panz e ngopp a' le denocchi'e... a muzz'c e a sputazz... ma io sinceramente non me la sento.....
Protestare...
contro questo governo e contro questa manovra è un dovere!