Nel silenzio generale dei media il governo Berlusconi aveva inserito nella famigerata Legge 133 del 6/08/08 anche l’articolo 23 che, fra le altre cose, dispone la privatizzazione dell’acqua pubblica. Di fatto è stata prodotta una bestemmia sociale, culturale ed etica; l’acqua è un bene essenziale per la vita, un diritto fondamentale dell’uomo che non può essere alienato, non può essere mercificato e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L’acqua è sacra in ogni Paese, cultura e fede del mondo. Da oggi l’acqua non è quindi più un bene pubblico, ma cadrà definitivamente e per legge sotto il controllo delle multinazionali come Veolia, che a Latina ha già deciso di aumentare le bollette del 300% e ai consumatori che protestano manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. È tutto chiaro? Questo governo si è comportato da statalista con Alitalia ed ora fa il liberista con l’unico bene che non dovrebbe assolutamente essere sottomesso alle regole dell’economia capitalistica.
La notizia su "Il secolo XIX"
Ecco cosa dice l'articolo 23 bis, dal titolo "Servizi pubblici locali di rilevanza economica".
Nel testo si legge:
"2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite[...]
5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.[...]
(10. d.) tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonche' in materia di acqua."