Il Sunday Telegraph pubblica un ritratto di Berlusconi (e dell'Italia), a firma dello scrittore inglese Tobya Jones, che vive da un decennio nel nostro paese, autore del libro "The dark heart of Italy" (Il cuore tenebroso dell'Italia).
Come mai, si chiede Jones, Berlusconi è ancora primo ministro, nonostante tutti gli scandali del passato, le accuse di falsa testimonianza, di ostruzione della giustizia, di collusione con la mafia, di appartenenza a una loggia massonica, di evasione fiscale e di corruzione di pubblici ufficiali, alle quali si aggiungono ora le notizie sulle sue feste con decine di giovani fanciulle?
Lo scrittore dà una serie di motivazioni.
Primo, l'Italia è talmente abituata agli scandali, che non ci fa più caso e anzi non ne può più.
Secondo, almeno per qualcuno, le infedeltà del premier suscitano invidia e ammirazione.
Terzo, Berlusconi si presenta come un "uomo qualunque, una persona semplice che non appartiene alla elite snob della politica, uno a cui piacciono le cose che piacciono a tutti, il denaro e le donne".
Quarto: la sinistra è fragile e divisa, per cui non offre un'alternativa valida.
Quinto: essere "furbi" e "spregiudicati", in Italia, è considerata da alcuni una virtù.
Sesto, le critiche dei media stranieri possono ottenere l'effetto di rinsaldare il sostegno verso Berlusconi, perlomeno in quella parte della popolazione che, dopo secoli in cui l'Italia è stata dominata da potenze straniere, è determinata a tenere gli stranieri fuori dai propri affari.